Cartellone  
 

 











La Città del Teatro
Teatro Politeama

via Toscoromagnola 656 - Cascina -Pisa

Teatro Rossini p.zza Togliatti - Pontasserchio -Pisa


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venerdì 19 febbraio ore 21
 
La Città del Teatro
 
ARCHIVIO 2010
 
LE PULLE
 
operetta amorale
Testo e regia Emma Dante
 
 

con Elena Borgogni, Sandro Maria Campagna, Sabino Civilleri, Clio Gaudenzi, Ersilia Lombardo, Chiara Muscato, Manuela Lo Sicco, Carmine Maringola, Antonio Puccia.
Testi delle canzoni Emma Dante
Musiche originali Gianluca Porcu, alias Lu
Scene Emma Dante e Carmine Maringola
Luci Cristian Zucaro
Costumi Emma Dante
Assistente alla regia Massimo Vinti
coordinamento produzione - distribuzione  Fanny Bouquerel / Amunì
collaborazione all’allestimento  Compagnia Sud Costa Occidentale
direttore di scena Alessandro Amatucci
fonico Diego Iacuz
sarta Giovanna Napolitano
foto di scena Giuseppe Distefano

Produzione Teatro Stabile di Napoli
Théâtre du Rond-Point, Paris
Co-produzione Théâtre national de la Communauté Française, Bruxelles

“Ed è la stessa Mab che di notte intreccia le criniere dei cavalli, facendo coi loro luridi crini nodi d’elfi che a scioglierli porta grave sventura. È lei la strega che se trova vergini supine le copre, insegnando loro come sopportare un peso, rendendole donne di buon portamento.”
Shakespeare

L’operetta amorale con cui definisco questo spettacolo è un atto unico di carattere popolare in cui la recitazione si alterna col canto e l’argomento che viene trattato non ha relazione con la comune morale. Protagoniste sono le puttane (pulle in palermitano), quattro travestiti e un trans che contemplano madonne a tinte accese, vestite di stras, piume di struzzo, pizzi, lustrini e guepiere. Attraverso un processo di metempsicosi, tre fate guidate da Mab, la levatrice delle fate, trasferiscono nelle pulle la loro anima femminile, incarnandosi in un ibrido che sta a metà tra i due sessi. Il miracolo è teso a compiere un rovesciamento del femminile sul maschile senza dover subire l’operazione o la scomunica di un bigotto Cardinale.

Rosy, Sara, Ata, Moira e Stellina si addormentano beate e in sogno ricevono la grazia dalle tre protettrici: la fata danzante, la fata cantante e la fata parlante. Il viaggio onirico, ricco di travestimenti, trucchi, parrucche, balli, canzoni, coreografie da avanspettacolo, è accompagnato da atmosfere laceranti e dolorose in cui le cinque pulle mettono a nudo la loro condizione di emarginate. L’interno è un bordello con le tende di damasco, un covo segreto dove offrire anima e corpo. “Sento il mio corpo parte del mistero” canta Mab di fronte alle puttane col pene stretto tra le cosce e l’aureola luminosa in testa come un’icona religiosa di tante Eve colte in flagrante dopo il peccato originale.
Dietro un separè di seta si nasconde una ferita, uno sguardo spaventato, una vita sciupata. Con zampe di ragni, ali di cavallette e umidi raggi di luna Mab prépara l’intruglio e a mezzanotte in punto âpre le tende della stanza dei sogni.
EMMA DANTE

 
 
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