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La Città del Teatro
Teatro Politeama

via Toscoromagnola 656 - Cascina -Pisa

Teatro Rossini p.zza Togliatti - Pontasserchio -Pisa


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venerdì 5 marzo ore 21
 
Teatro Rossini
 
ARCHIVIO 2010
 
ME VOJO SARVA' - NESSUNO CI GUARDA
 
di e con Eleonora Danco
 
 

di e con Eleonora Danco
musiche scelte da Marco Tecce
costume MDM
disegno luci Narda
luci e fonica Claudio Cianfoni
assistente alla regia Flavia Parboni
organizzazione Fabrizio Perrone in collaborazione con Rosella Bettinardi
regia Eleonora Danco

ME VOJO SARVA'
Atto unico in Slang Romano
Personaggi di strada, intesa sia come marciapiede, sia come luogo interiore.
In questa prima parte ci sono i miei pezzi in slang  romano, dagli inizi a i più recenti.
Storie che fanno ridere e fanno male.
L'uso del Romano è di Astrazione Poetica.
Il corpo lo uso come l'inconscio del personaggio.
Quello che avviene prima del comportamento
Il dialetto è suono dell'anima “Arroganza Poetica”
Personaggi incastrati all'adolescenza, infantili, schizzofrenici.
Una ragazza matta alla fermata dell'autobus; un uomo imbottigliato nel traffico;l'addio tra
una coppia; una poesia sull'ottusità.

NESSUNO CI GUARDA
Atto unico sull'infanzia.
Ispirato alla pittura di Jackson Pollock.
Trattare la scrittura come fosse colore.
La pittura di Pollock, solo in apparenza casuale,  è il risultato di un lavoro maniacale e ossessivo sulla tela, intesa come spazio, come arena.
La prima volta che ho visto un suo quadro ho pensato alla vita,  cervello umano sbattuto contro una parete.
Nessuna forma  di spiegazione.
Ho applicato questo alla scrittura, partendo dal  principio che l'essere umano, come nella pittura di Pollock, è un'apparente casualità in un percorso matematico ossessivo. Una coazione a ripetere.
Volevo trattare l'infanzia,  in relazione alla vita adulta.
I condizionamenti, l'educazione ricevuta.
Una donna si sveglia da un sogno incubo, non riesce ad uscire di casa; in un'atmosfera onirica, oscilla tra la vita reale e quella del ricordo, la memoria; torna  bambina,  adolescente, i giochi, i dispetti con i fratelli, le perdite di tempo,   attrazione inconscia per il padre, desiderio di morte per la madre. Il rapporto con il cibo. I sensi di colpa.
Lo struggimento della vita adulta. 
Il corpo è usato come fosse un getto,  uno schizzo di colore, scivola precipitando in diagonale, sul pavimento, si scaglia contro le pareti.
Il movimento è l'inconscio.
Slancio verso la vita e impulso a distruggerla.

ELEONORA DANCO Fra i suoi testi scritti diretti e interpretati: Nessuno Ci Guarda, Ero Purissima, Sabbia, Me vojo sarva', Scroscio, Ragazze al Muro.

Ha scritto su commissione per diversi teatri, fra cui lo Stabile di Parma e lo Stabile di Napoli.

In suoi lavori sono stati rappresentati negli ultimi anni, tra gli altri, al Teatro India Stabile di Roma (07), al Teatro Gobetti Stabile di Torino (09), al Franco Parenti di Milano(08), all'Ambra Jovinelli di Roma (09), al Piccolo Jovinelli (05-06), al Teatro Palladium di Roma (07), al Teatro Eliseo di Roma (07), al Teatro Scandicci di Firenze (07), al Teatro Archivolto di Genova (09), al Teatro Stabile di Napoli (03-05), alla Corte Ospitale di Rubiera - Reggio Emilia (09), al San Martino di Bologna per Gender Bender (09), al Teatro Stabile di Parma (2000), alla Città del Teatro di Cascina (2010), al Teatro Alfieri Cagliari (2010)...

Attualmente in tournèe nelle maggiori città Italiane..

Ha realizzato per RadioRai3 il documentario Il vuoto (2000) e l'atto unico Non parlo di me, all'interno della rassegna  “I teatri alla radio di Mario Martone” (02).

Per Mario Martone nel 1999 ha scritto Mignotta56, tratto da un soggetto di Sergio Citti. E' stata editorialista per il quotidiano Il Messaggero. (2006-2007) e per Reset, rivista di letteratura contemporanea 2010

Ha diretto seminari di teatro, per la regione Lazio(2006), la Provincia di Roma (2007), per la regione Lazio (2010) e altri da lei prodotti, (2008) sul lavoro dell'attore.

E'  in preparazione con  un docu - film dal titolo “Il collo e la collana”.

Come attrice ha lavorato tra gli altri con Nanni Moretti, Michele Placido, Renato De Maria, Ettore Scola, Marco Bellocchio, Pupi Avati, Gabriele Muccino, Gigi Proietti, Vittorio Gassman.

E' stato recentemente pubblicato per Minimumfax “Ero Purissima”, raccolta di alcuni dei suoi più significativi testi per il teatro.

http://eleonoradanco.wordpress.com/

Estratti stampa:

“..Un vero Talento..I suoi monologhi fanno ridere e fanno male, sono crudi e struggenti,un'artista capace di raccontare con rabbia e poesia tutta l'infelicità delle nostre periferie”
Marco Lodoli La Repubblica

“Ho visto per la prima volta uno spettacolo di Eleonora Danco e ne fui impressionato... Le sue parole sono getti di colore, getti umani, sofferti e vitali.” Mario Martone

“...il colpo al cuore lo assesta con l'infanzia, fra coltelli della Upim,la voglia di fare l'amore con il papà, la paura di sbagliare, il ballo, lo sballo...Bravissima ”
Rodolfo di Giammarco La Repubblica

“...Scatenata energia, profonda palpabile disperazione, contagiosa euforia, un raro o mai comune  senso dell'umorismo”
Nico Garrone ETInforma

“ Un flusso di ricordi infantili...Il corpo corre, sbatte...accoglie in se tutti i motivi del teatro... Sarebbe bello vedere questo spettacolo nei musei d'arte contemporanea”
Renato Nicolini Tuttoteatro

 

“...Personaggi in bilico sulla follia quotidiana...poesia sboccata e feroce... Una tigre da palcoscenico,non mancatela.”
Rossella Battisti L’Unità

“...Eversiva,folgorante,fa ridere,sorridere, ma scortica il cuore” Giuseppe Di Stefano Prima Fila                                              

 

“Eleonora Danco è un fenomeno di culto, come scrittrice e interprete di testi corsari, una performer in grado di alimentare un fluxus joyciano di slang romanesco.”
Rodolfo di Giammarco La Repubblica


“Quasi come Pasolini. Un linguaggio crudo e diretto” Osvaldo Guerrieri La Stampa

 
“Danco, la poesia del romanesco…” Paola Polidoro  Il Messaggero
                                                                                           

“La sua poesia cruda e commovente è una boccata d'aria pura nel teatro italiano.”
Andrea Monti
www.teatroteatro.it

 

 
 
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