Don Giovanni di W.A.Mozart un progetto di Giovanni Guerrieri, Giulia Solano e Giulia Gallo con Arianna Benvenuti, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Maria Pacelli, Matteo Pizzanelli, Federico Polacci, Giulia Solano
produzione I Sacchi di Sabbia/Compagnia Sandro Lombardi in collaborazione con Teatro Sant’Andrea di Pisa, La Città del Teatro, Armunia Festival Costa degli Etruschi con il sostegno della Regione Toscana
L’atto fondante di questo Don Giovanni è parodico. Un’orchestrina piuttosto bizzarra si trova per strana casualità alle prese con la grande opera di Mozart. Per qualche arcana ragione deve eseguirla a qualsiasi costo, pur non possedendo alcun strumento musicale, e neppure conoscendo la musica. Animata però da quasi innaturale passione per il bello, la buffa orchestrina deve eseguire. Il pubblico assiste così a un pionieristico tentativo di riproduzione del Don Giovanni di Mozart. Nel tempo dell’esecuzione gli orchestrali acquistano più d’una consapevolezza. Innanzitutto che riproducendo l’opera fanno un sacco di boccacce e versacci e che oltretutto quelle boccacce e quei versacci niente hanno a che fare coi loro stati interiori. Sono degli ipocriti? Poco male: stanno eseguendo Don Giovanni. Realizzano poi che le boccacce in fondo sono una forma di eversione: l’ultima che gli è concessa? Ne sono entusiasti. Infine si chiedono: un atto parodico - l’atto cioè che porta in scena non “le cose in sé”, ma i loro rovesci - può in qualche modo rifondare un’ontologia della finzione? Può costituire un atto politico? E qui si arrendono, piegati da un ragionamento troppo complesso.
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