Metamorfosi Festival  
 

 


info biglietteria

 

 
 
4 giugno ore 23.00
 
La Città del Teatro
 
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LA SIGNORA CHE GUARDA NEGLI OCCHI
 
di Sabrina Petyx
regia Giuseppe Cutino
M’ARTE Movimenti d’arte
 

con Maria Cucinotti
Filippo Luna
Sabrina Petyx
scena e costumi Daniela Cernigliaro
luci Marcello D’Agostino
registrazioni Roberto Agrestini
aiuto scenografa Rosalba Corrao
foto di scena Emilie Brouchon
aiuto regia Claudia Puglisi
si ringrazia Rosalia Dalì, Giovanna Nicotra, La Compagnia Prese Fuoco, Forma Mentis Club Palermo, Palermo Teatro Festival

 il labirinto ha un ingresso anonimo…, …dal labirinto non si può uscire se non gridando forte e gettando a terra i muri.
                                                                                                                          Tano Grasso – Ladri di vita

Dare voce e azione alla trappola sotterranea che pizzo e usura serrano intorno alle loro prede è cercare di rappresentare l’irrappresentabile guardando negli occhi la paura e sfidandola con parole quotidiane, parole riconoscibili che sanno stare sulla bocca di vittime e carnefici con la stessa efficacia. “Chi deve pagare pagherà”. Ma chi pagherà alla fine? Che prezzo si deve pagare per non pagare più? Quanto coraggio serve per avere coraggio? La signora che guarda negli occhi è un confronto a viso aperto con un tema che fonda la sua esistenza sull’imperativo delle non parole, sul silenzio, sull’omertà. Sulla paura. La paura è una signora che guarda negli occhi e costringe ad abbassare la testa. La vergogna è una signora che negli occhi non si fa guardare. Che attacca alle spalle, che non si fa vedere. Una società civile stretta nella morsa della paura è destinata a soccombere. Guardare negli occhi la verità e saperla mostrare. Dare il proprio supporto di presenza, il proprio strattone, il proprio atto dovuto, in un momento storico in cui ogni focolaio di coraggio pronto ad accendersi necessita di un’eco che gli faccia da riparo e ne moltiplichi l’intensità. Tre attori in scena, tre differenti linguaggi, tre differenti prospettive che si moltiplicano per riflettere una realtà dai confini troppo estesi, che si espandono con la complicità del silenzio che li accompagna. Scegliere di denunciare, avere il coraggio di guardare negli occhi i propri aguzzini, si può? Forse no. Eppure si deve. Eppure è l’unica via possibile. Ma il confine fra un sì e un no è fragile.
Arrivare a poter dire sì impone l’attraversamento di un percorso fatto di contraddizioni, furia, sottomissione, esasperazione, possibilità e impossibilità, fiducia e sfiducia.
Il progetto da cui nasce La signora che guarda negli occhi parte dalla necessità e dalla richiesta di un territorio dove l’infiltrazione mafiosa e il potere del racket hanno raggiunto, in questi anni, un potere massimo, un territorio dove, tuttavia, qualcosa di nuovo ogni giorno accade, dove aumenta il numero di chi denuncia o di chi si oppone.