Metamorfosi Festival  
 

 


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4 giugno ore 23.00
 
La Città del Teatro
 
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L'APOCALISSE RIMANDATA OVVERO BENVENUTA CATASTROFE
 
adattamento regia interpretazione Giulio Cavalli
BOTTEGA DEI MESTIERI TEATRALI
 

Versione teatrale di Dario Fo e Franca Rame
regista collaboratore Fabio Francione
disegni Dario Fo
realizzazione scenografica Davide Cesari (Conserv’art), tecnico di scena Stefano Maj
organizzazione Paola Vicari
L’inchiesta su Napoli è realizzata da Giulio Cavalli con la collaborazione di Emiliano Fittipaldi
Coproduzione Napoli Teatro Festival Italia, Bottega dei Mestieri Teatrali
in collaborazione con Next – Regione Lombardia

L’apocalisse rimandata ovvero benvenuta catastrofe è un testo teatrale inedito di Dario Fo e Franca Rame ispirato all’omonimo romanzo pubblicato nel 2008.
Siamo dinnanzi all’apocalisse più grave di ogni tempo, il disastro ambientale del quale noi stessi siamo responsabili. L’unica via d’uscita sembra essere paradossalmente una catastrofe, che faccia fare al mondo un bel passo indietro. Giulio Cavalli mette in scena il testo di Fo e Rame aprendolo a contaminazioni diverse e mettendo in moto un singolare teatro d’inchiesta.
La catastrofe può essere salvifica se determina un nuovo inizio, se si srotola come catarsi necessaria per ricominciare e ricostruire. L’apocalisse rimandata è una città immaginabile dove all’alba infarta la produzione energetica, una città che si sveglia ricollocata un secolo prima; in mezzo ai detriti industriali e alle macchine orfane e ormai mute, l’agorà si riunisce per reinventarsi. Ma non è la tragica scena dell’ennesima produzione apocalittica ripiena di patetismo ed esami di coscienza sempre tardivi: la piazza “rimasta in piedi” è una devoluzione festosa e comunque rivoluzionaria,  una strada che va a riprendersi il rapporto sereno tra le persone e il mondo che ci sta intorno per fondare una nuova vivibilità. Quante volte negli ultimi anni abbiamo sentito parlare di ambiente,  ecologia, energie sostenibili e rinnovabili? Quante volte subiamo l’inquinamento nozionistico di teorie e strategie che subito dopo si contraddicono o rimangono oscure? Il teatro può ( e forse, deve) raccontare questo nostro rapporto prevaricante con l’energia in modo diretto, semplice ma non banalizzato e, perché no, istruttivo. L’apocalisse rimandata non è un campanello d’allarme ( quello è suonato già tanto tempo fa e non ce ne siamo accorti) ma piuttosto una  “riunione condominiale” in teatro per decidere come rimboccarsi le maniche e chi fa cosa.