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FUORI PRODUZIONE

ideazione e regia Alessandro Garzella
elaborazione drammaturgica Ciro Lenti

 
FOOL LEAR
 
ideazione e regia Alessandro Garzella
elaborazione drammaturgica Ciro Lenti

musiche originali Dimitri Grechi Espinoza
scene e costumi Rosanna Monti
light designer Giuliano De Martini
realizzazione scenica Mundino Macis

con Elisa Cosci, Gemma Ferroni, Stefania Luberti, Vania Rotondi, Francesca Russo e Lulzim Zeqja

e con Dinamitri Jazz Folklore Pee Wee Durante, Dimitri Grechi Espinoza, Mirco Mariottini, Andrea Melani e Emanuele Parrini

collaborazione alla regia
Alice Guadagni e Chiara Pistoia
scenografo realizzatore Mariangela Meina
allestimenti tecnici 
Luigi Di Giorno e Maurizio Coroni
sartoria Patrizia Bosi e Angela Paratore
assistente ai costumi Cristina Massei

Il Lear di Shakespeare in una nuova insolita versione

King Lear di Shakespeare diventa Fool Lear per l'ideazione e regia di Alessandro Garzella, l'elaborazione drammaturgica di Ciro Lenti, e le musiche originali del Dinamitri Jazz Folklore. 

Il Re Lear trova in Fool Lear una versione insolita che cerca di calare questo classico di tutti i tempi nelle turbolenti acque dei nostri tempi.

In Fool Lear si trova intatta l'atmosfera dell'opera originaria senza di questa conservare nemmeno una parola.

Alessandro Garzella, ideatore e regista di Fool Lear, prosegue così il suo personalissimo percorso attraverso il mondo di Shakespeare, dopo il precedente di Crazy 'Shakespeare.

In Fool Lear ogni aspetto di questo classico viene esasperato: l'illusione d'onnipotenza del protagonista viene incarnato dall'alterità di un attore di origine albanese; il mondo d'invidia e rivalità intorno a Lear viene compresso in presenze esclusivamente femminili; la crisi simmetrica di distruzione e contaminazione viene affidata al contrappunto di parola e musica.

Fool Lear è una fiaba sospesa sulla voragine della follia, non come condizione patologica e occasionale di un singolo uomo, ma come inevitabile naufragio del disegno esistenziale, lì dove la presunzione della nostra centralità si scontra con la forza centrifuga di un comune destino. Nelle parole di Shakespeare: '….mi avevano detto che ero onnipotente, ma era una bugia…'.


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