| |
 UN GRIDO D’ALLARME creazione su due opere brevi di Beniamino Joppolo ideazione di Antonio Alveario e Alessandro Garzella
UNA VISITA messa in scena di Antonio Alveario e Alessandro Garzella
con Serena Barone, Celeste Brancato, Roberto Burgio, Giacomo Civiletti, Maria Cucinotti
a volte accade che dalle persiane socchiuse di una sala da pranzo o da trasparenze di fondali plastificati filtrino strane evanescenze momenti in cui l’evidenza delle cose reali svanisce in mezzo alle beffe di un mistero sovversivo che riaffiora: è ciò che dei nostri ricordi, sfuggendo al tempo, permane alessandro garzella
Due misteriosi ospiti sono attesi al banchetto di una ricorrenza familiare. I preparativi creano una strana agitazione, fermenti di eccitati brusii tra persiane socchiuse sui bagliori estivi di una calda giornata siciliana. L'arrivo degli invitati da subito assume i connotati della beffa. L'atmosfera, da prima accomodante e cordiale, si fa ansiosa, poi quasi violenta, per l'invadenza dei due ospiti che, con insistenza e allucinata allegria, cominciano a riesumare ricordi: oggetti, abiti e vecchie foto. In un continuo andirivieni di scale e stanze nascoste, l'ordine delle cose viene stravolto nel difficile recupero di un passato dimenticato, per ritrovarsi, alla fine, nel rituale di un banchetto dove risuonano echi di lontananze e sapori di cibi antichi.
Viaggio nelle alterazioni della memoria: un ricevimento, balletto tra vivi e morti, carosello di ironia, poesia e disperazione. Con il desiderio di difendere ricordi e senso della memoria, grazie alla assoluta vitalità della nostalghia che, potente, lega passato presente e futuro.
prodotto in collaborazione con la Fondazione Teatro Regina Margherita di Racalmuto
L’ACQUA SI DIVERTE A UCCIDERE messa in scena di Alessandro Garzella
con Serena Barone e Giacomo Civiletti elaborazione drammaturgica Anna Barsotti
scene e costumi Rosanna Monti ideazione sonora Virginio Liberti luci Giuliano De Martini e Fabio Giommarelli costruzioni e movimenti scenici Luigi Di Giorno collaborazioni tecniche Vincenzo Alterini, Giovanni Benedetti, Stefania De Cristofaro, Massimo Michelotti
foto di scena Annamaria Benedetto stampa e comunicazione Roberta Rocco produzione Claudia Zeppi
Quando si è vecchi talvolta accade che, ripercorrendo le memorie del proprio passato, le ingiustizie e i rancori rendano inaccettabile ogni idea di futuro. Spesso, da vecchi, succede di lasciarsi morire, passando il testimone alle generazioni future. Ma, a volte, succede invece che un’improvvisa follia, o una forma paradossale di saggezza, travolga la normalità delle cose, trascinando un’intera comunità verso l’eutanasia. Forse per l'impossibilità di immaginare una qualsiasi forma di riscatto. Pioggia scrosciante, diluvio che invade emozioni e pensieri, suggerendo esodi leggendari in altri mondi: è un grido d'allarme, gesto di vigliaccheria o d'eroismo che allude ad alcune cronache del nostro millennio. L'acqua si diverte a uccidere è una sorta di preghiera teatrale laica, una supplica sull’urgenza di avvicinare la nostra vita alla semplicità, cercando quella “luce cosmica” che, come una sostanza sottile di energia, unisce tutti noi alla universalità della natura.
prodotto in collaborazione con il Comune di Patti
l’autore: Beniamino Joppolo nasce a Patti nel 1906. Si laurea in scienze politiche a Firenze e nel 1934 si trasferisce a Milano dove svolge un ruolo di punta nel nuovo panorama artistico italiano. Scrive lavori teatrali e partecipa attivamente alla rivista Corrente con Ernesto Treccani, Renato Guttuso, Birolli, Manzù. Paolo Grassi, affascinato della sua produzione teatrale, mette in scena alcuni suoi testi a cui partecipano Franco Parenti e Giorgio Strehler che, agli albori del Piccolo di Milano, debutta nella regia con tre atti unici, tra i quali Il cammino di Joppolo. Ma Strehler e Grassi, dopo aver esaltato la drammaturgia di questo autore, lo sacrificano al successivo repertorio del Piccolo Teatro di Milano. Joppolo fonda con Lucio Fontana il movimento spaziale scrivendone i manifesti, di stile fortemente profetico e visionario. Nel 1954 la sua opera più famosa -I carabinieri- viene messa in scena a Parigi, dando inizio alla fortuna europea del testo, allestito a Vienna, in molte città tedesche e in Olanda. Nel 1962 Roberto Rossellini produce, nella sua unica regia teatrale, I carabinieri per il Festival dei Due Mondi a Spoleto, con scene e costumi di Renato Guttuso e l’interpretazione di Pupella Maggio, Turi Ferro e Gastone Moschin. L’anno successivo Jean Luc Godard ne trae un film con la sceneggiatura di Rossellini e Jean Gruault. Joppolo muore a Parigi nell’ottobre del 1963.
vai alla rassegna stampa
scarica l'editoriale
|